Il turning point della procrastinazione

5 Dicembre 2022|Mindset e crescita professionale

Il turning point della procrastinazione è quel momento in cui decidi di compiere un’azione che fino a quel momento hai rimandato. 

Il nostro cervello è programmato per rifugiarsi nella pigrizia e nella non azione. Ogni volta che dobbiamo prendere una decisione opta per quella che fa consumare meno energia. Anche se fissi un nuovo obiettivo da raggiungere e pianifichi ciò devi fare, rimandi l’azione e non agisci.

Quando l’abitudine alla procrastinazione si consolida, si espande nelle altre aree della vita e diventa un’attitudine. Ci si ritrova quindi a rimandare costantemente l’inizio di un’attività, oppure si comincia un’attività, ma non la si porta mai a termine. 

Come individuare il turning point della procrastinazione?

Innanzitutto occorre conoscere il vero significato di questo fenomeno. 

Cos è la procrastinazione e da che cosa è causata

La psicologia definisce la procrastinazione come quel comportamento che spinge l’essere umano a ritardare volontariamente un’azione, nonostante la mente riesca a prevedere le conseguenze future negative. È quando le attività di piacere di breve durata hanno la priorità rispetto a quelle che possono portare benefici di lungo termine.

Quali sono le cause principali della procrastinazione?

Ecco le 5 principali cause della procrastinazione e alcuni suggerimenti per smettere di rimandare ciò che devi fare:

Paura di decidere

Paura e procrastinazione spesso viaggiano in coppia. Che si tratti di avviare un nuovo progetto, conoscere nuovi clienti o pubblicare un post sui social, quando si verifica un blocco decisionale la paura prende il sopravvento e troviamo ogni scusa possibile per rimandare ciò che vogliamo o dobbiamo fare. La procrastinazione causata dalla paura porta immobilismo e incapacità di reagire.

Nonostante la paura a volte ci possa condizionare, gli esseri umani sono dotati naturalmente della capacità necessarie per prendere decisioni. Scopri quali strategie di decision making puoi mettere in atto per superare questi momenti. Spesso la causa è più profonda: convinzioni, abitudini consolidate nel tempo, stato emotivo, incapacità di risolvere i problemi. 

Perfezionismo

Non vuoi affrontare un impegno o non vuoi portare a termine un’attività se non riesci a farla in modo perfetto. Non ti senti mai pronto o sufficientemente sicura delle tue capacità, conoscenze o competenze. 

Prendere consapevolezza dei tuoi punti di forza e delle tue debolezze ti permette di individuare nuove opportunità ed elaborare alternative, piani B, exit strategy più efficaci per ampliare la scelta di ciò che puoi fare.

Paura dell’insuccesso

Rimandi all’infinito le cose che vuoi fare per paura del fallimento. La paura di fallire ti blocca non solo nelle iniziative per cui hai già sperimentato l’insuccesso, ma anche su qualsiasi altro tipo di iniziativa, facendoti credere che otterrai sicuramente un fallimento. Per questo la tua mente non prova nemmeno a cimentarsi in quella cosa.

Il metodo delle tentate soluzioni della terapia breve strategica di Giorgio Nardone (citata nelle strategie di decision making) è una strategia che non produce benefici, ma anzi peggiora il problema. Quando hai paura di fallire, applica un tentativo di soluzione e poi se non funziona un altro e un altro ancora finché non arriva alla soluzione.

Paura del successo

Hai paura del successo perchè credi di non meritarlo e vivi un profondo senso di colpa o nel migliore dei casi il timore che gli altri si aspettino da te sempre la tua massima prestazione di successo. Per questo vivi questa aspettativa con ansia e stress.

Il giudizio che dai al tuo operato è diverso dal giudizio degli altri. Tendiamo ad essere molto severi con noi stessi, rafforza le credenze che hai di te e pensa che il tuo 5 può essere un 7 per gli altri. 

Paura della responsabilità

L’idea di assumerti il 100% la responsabilità di ciò che fai e dei risultati che ottieni trattiene la tua migliore performance. La conseguenza di questo stato d’animo è la rabbia. Spesso ti lasci andare a scatti d’ira e sbotti con facilità. Si tratta di una risposta alla pressione che senti dentro di te e non tolleri le aspettative che hanno gli altri di te.

Prova a condividere la responsabilità di un’iniziativa con qualche persona fidata o avviare un progetto in collaborazione con qualcuno che crede nei tuoi stessi valori. Quando si uniscono competenze e responsabilità il peso emotivo del lavoro si alleggerisce. 

Qualsiasi siano le cause che alimentano la procrastinazione che metti in atto, rinviare una decisione è a sua volta una decisione. Procrastinare è una scelta che comporta conseguenze, responsabilità e risultati in un ambito specifico della tua vita o in altri casi in più ambiti.

Ci si può allenare a scegliere, oppure no. Anche non scegliere è una scelta. In tutti i casi avrai comunque ragione, perché sarai tu a decidere.

Caterina Carbonard

A livello generale è importante essere consapevoli che rimandare un impegno non è una buona soluzione, ma piuttosto l’errata convinzione di rimanere in una illusoria zona di comfort per non affrontare le scelte della vita.

Sicuramente esistono vari livelli di procrastinazione e non è da confondere con la pigrizia. Una persona che procrastina evita in modo recidivo di entrare in contatto con le proprie insicurezze, paure e limiti. Procrastinare è negare il proprio percorso di crescita personale. Evitare l’opportunità di accrescere la propria consapevolezza nell’affrontare gli impegni con responsabilità rappresenta una negazione delle proprie emozioni.

In questa sede, come coach e consulente, mi occupo di analizzare le soluzioni che puoi mettere in atto per individuare il tuo turning point della procrastinazione e creare le migliori strategie per mantenere alta la motivazione e raggiungere più velocemente i tuoi obiettivi.

Procrastinazione e perfezionismo

Ancora una riflessione sul perfezionismo, di cui sono stato affetto per anni.

Il perfezionista è la persona che pone come requisito di base nel proprio lavoro la tendenza a standard elevati. La creazione dello standard è spesso un’errato convinzione generata dalla mente piuttosto che un raffronto analitico con uno o più competitor di mercato.  

Il perfezionista non contempla il fallimento, dal momento che ottenere un risultato sotto i proprio standard definiti non è un’opzione considerata. Di conseguenza quando si verifica inevitabilmente l’insuccesso, il perfezionista sperimenta emozioni come il disagio e la rabbia e reagisce nascondendo a se stesso gli errori di valutazione. Spesso accampando scuse plausibili che giustificano il fallimento del suo operato, spesso rifugiandosi in attività che richiedono meno responsabilità e che non pregiudicano il suo valore.

Soluzioni alla procrastinazione

I processi mentali legati al fenomeno della procrastinazione sono complessi. Con l’esperienza ho compreso che decidere di sottrarsi dall’affrontare un impegno prioritario non toglie la paura di fallire, anzi la alimenta. Perchè cresce il senso di colpa per non aver compiuto il proprio dovere. E nella mancanza di azione trova terreno fertile la procrastinazione. La mente assediata dal dubbio se svolgere o meno quel compito trova una comoda via di fuga nel pensiero “posso farlo anche domani”. 

Ma allora cosa possiamo fare per manifestare prima possibile il turning point della procrastinazione e agire con motivazione verso i risultati a cui ambiamo?

Queste sono alcuni consigli che mi sento di condividere dopo qualche anno di esperienza sul campo:

Alleggerire lo stress decisionale

Prendere decisioni corrisponde a risolvere un problema. Salvo quelle situazioni di scelta importanti della vita dove la componente emotiva riveste un ruolo importante nel processo decisionale, in generale le decisioni possono essere gestite intervenendo a monte sulle convinzioni, sulle abitudini e applicando alcune efficaci strategie di problem solving. 

Definire obiettivi chiari

È necessario conoscere con esattezza i propri obiettivi. Entro quando vuoi realizzare il tuo obiettivo? Come ti sentirai quando lo avrai realizzato? Quali sono i benefici che ne otterrai? Quali sono i principali ostacoli (che dipendono da te) al suo raggiungimento? Quale strategia intendi adottare per superare ogni ostacolo?

Instaurare abitudini costanti e agire per piccoli passi

Le abitudini sono un ottimo alleato per allenarci a prendere decisioni migliori perché automatizzano i comportamenti e rafforzano gli schemi mentali, diminuendo i livelli di stress e di ansia. Ci fanno sentire più sereni, risparmiare tempo ed energia e stimolano la decisione. Inizia a piccoli passi instaurando un’abitudine per volta.

Fissare dei KPI e monitorare i risultati intermedi

Avere una pianificazione e tracciare i progressi periodicamente è fondamentale per mantenere la rotta e realizzare una buona execution di un progetto. È utile tenere traccia di molte cose misurabili rispetto alle azioni che compi e i KPI sono importanti perché contengono informazioni significative che aiutano a modellare le decisioni che prendi e avvicinarti al raggiungimento degli obiettivi.

Trovare soddisfazione nelle piccole azioni piuttosto che nei grandi risultati

Che cosa fai? Che cosa dici? Quali prodotti/servizi offri? Quali iniziative di marketing intraprendi? I che cosa sono i risultati delle azioni che compi. E tutte le cose che fai devono essere coerenti tra loro se vuoi rispondere ad un principio molto importante che è l’autenticità. I grandi risultati arriveranno di conseguenza.

Adottare un approccio al miglioramento continuo

Chiediti come fai le cose che fai. Analizzando i come puoi definire con chiarezza i valori e i principi attraverso i quali puoi realizzare la crescita e il miglioramento a cui aspiri. I come si manifestano nella cultura, nei sistemi e nei processi interni alla tua attività. 

Amare il percorso e non la meta finale

Prima di pensare alla meta chiediti perché lo fai. Prima di tutto deve esserci chiarezza. Se non sai perché fai che cosa, come possono saperlo i tuoi clienti? Se vuoi distinguerti e ispirare gli altri comincia a definire con chiarezza il tuo perché. Così imparerai ad amare il percorso. 

Individuare il tuo turning point della procrastinazione ti permetterà di mettere in atto le migliori strategie per mantenere alta la motivazione e realizzare con successo i tuoi progetti.

A presto,
Andrea

Fonti da cui ho preso ispirazione:

  • Stateofmind.it
  • Efficacemente.com
  • Libro Problem solving strategico di Giorgio Nardone
  • Libro Partire dal Perchè di Simon Sinek

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