• COS’E’ LO YOGA SECONDO PATANJALI E COME COMPRENDERLO

    Da qualche anno pratico lo yoga, ma solo negli ultimi mesi ho compreso il vero significato, grazie alle teorie di Patanjali e agli insegnamenti del mio Maestro. Molte persone non si avvicinano allo yoga perchè pensano che sia una disciplina troppo mistica e lontana dalla vita reale. In realtà avvicina alla vita reale. Il suo significato viene compreso veramente solo con la pratica fisica e teorica, ma la spinta a conoscerlo deve venire da dentro. Io lo pratico per stare bene con me stesso, ritrovare equilibrio mentale, ma soprattutto per eliminare lo stress causato dalla frenesia lavorativa e migliorare le relazioni con gli altri.
    Ho riassunto in questo articolo alcuni concetti interessanti che ho appreso, insieme ad alcune mie considerazioni personali.

    Lo Yoga ti porta nel presente, l’unico posto dove esiste la vita.

    Cos’è lo yoga?

    Per l’Occidente lo yoga ha più una valenza fisica, un insieme di posture (le asana) più o meno articolate che servono per rendere il corpo elastico e bello da vedere mentre si assume la posizione durante la pratica. Oppure si fa riferimento al pranayama, la tecnica del respiro o ancora alla meditazione. Questa è una visione molto limitata dello yoga.
    Lo yoga è un percorso di crescita spirituale che fornisce al praticante le tecniche e le conoscenze necessarie per entrare in contatto prima di tutto con te stesso e ricongiungersi poi con l’Assoluto, l’Universo, le Grande Saggezza.
 E’ una disciplina scientifica, che dure da migliaia di anni e si è evoluta con l’uomo per donare benessere fisico, ma anche e soprattutto morale, mentale e spirituale. La sua pratica aiuta a sviluppare l’essere umano nella sua interezza.
    Il termine yoga deriva dal sancrito “yug”, che significa “legare assieme”, “unire”. Ecco perchè è sbagliato considerarlo semplicemente come un esercizio.

    Lo yoga è la realizzazione dello stato per cui il soggetto (colui che cerca), l’oggetto (l’oggetto della ricerca) e l’atto della ricerca (la pratica) non sono più entità separate, ma sono un tutt’uno. In questo stato viene svelata la vera natura dell’esistenza.

    Chi è Patanjali e cosa sono gli Yoga Sutra

    Uno dei più importanti testi dello yoga classico è lo Yoga Sutra (dal sanscrito “aforismi sullo yoga”) di Patanjali, filosofo indiano che ha portato alla luce il vero significato dello yoga e lo ha trasformato da tradizione mistica a “sistema filosofico”. Patanjali è considerato la più grande mente scientifica applicata alla spiritualità mai esistita.
    Lo Yoga Sutra è composto da 195 aforismi che descrivono la pratica e i “mezzi” tramite i quali è possibile raggiungere l’Unità con la Divinità interiore e l’Universo.
    Non ci sono date precise ma si pensa che il testo sia stato scritto tra l’anno 0 e il 400 d.C.. 
E’ stata l’opera più tradotta tra i testi dell’India antica, durante l’era medievale e, nonostante l’importante diffusione dell’epoca, si sono perse le tracce per circa 700 anni (tra il XII e il XIX secolo). Swami Vivekananda, un mistico indiano vissuto fino ai primi ‘900 ha riportato alla luce i testi di Patanjali e grazie a lui lo Yoga Sutra è tornato ad essere conosciuto e studiato nel XX secolo.
    Nei suoi aforismi, Patanjali elenca gli ashtanga (dal sanscrito asht, “otto” e angas, “arti”, “rami”) dello yoga. Una possibile interpretazione di questi rami (che si traducono spesso in stadi) è il considerarli come i gradini di una scala che il praticante deve salire per raggiungere kaivalya, la suprema libertà. Tra poco vedremo a che cosa si riferiscono questi 8 stadi.

    Yoga come Unità

    Prima di comprendere la natura unitaria e non duale dello yoga e della realtà è necessario (almeno per me è stato così) credere che l’ego (ovvero la mente) sia un elemento distaccato dal corpo e dall’anima. Questa comprensione definiamola “provvisoria” mi ha portato ad una consapevolezze più profonda del mio essere e a comprendere alla fine che siamo, prima di tutto, un tutt’uno con noi stessi. Accettare il nostro ego, e non eliminarlo, è un atto di comprensione profonda che evita anni e anni di conflitti interiori. Bisognerebbe insegnare dalle scuole medie questa materia.
    Lo yoga in altre parole è la comprensione della sostanziale non dualità della realtà: l’illuminazione avviene quando il soggetto, l’oggetto e l’atto del ricercare sono compresi come essenzialmente unitari.
 Yoga (unità) avviene quando non esistono più la mente, il corpo e l’anima come elementi separati da noi e quando non esiste separazione con l’altro, il prossimo tuo. Esiste solamente una coscienza superiore che è consapevole del Tutto.
    Secondo Patanjali, la mente razionale non può comprendere questa fondamentale Unità, infatti egli definisce lo yoga anche come “citta vritti nirodha”, cioè la cessazione delle fluttuazioni della mente.
 Quando il pensiero è assente colui che vede accetta il suo stato naturale.

    I centri energetici

    L’energia del nostro corpo è un tutt’uno con la mente. Secondo Patanjali non c’è equilibrio energetico se prima non c’è purificazione dei propri comportamenti e attitudini verso gli altri e verso se stessi. Il corpo deve essere mantenuto in salute e la mente deve essere allenata, in modo che entrambi siano pronti per concentrarsi e meditare. Questi sono mezzi per arrivare allo stato di samadhi, la temporanea consapevolezza (non razionale) di Unione.

    Prima di passare in rassegna gli 8 stadi dello yoga è opportuno introdurre e comprendere l’esistenza dei 7 centri energetici presenti in ognuno di noi, detti anche chakra. Ogni chakra si colloca in un’area ben precisa del nostro corpo ed ha una funzione specifica. La pratica dello yoga permette di pulire questi centri energetici e ricaricarli. Ci sono pratiche che lavorano sul singolo centro oppure che li fanno lavorare assieme. Lavorare sul settimo chackra è molto difficile per noi occidentali, richiede una pratica costante e giornaliera dello yoga e probabilmente un alienamento dalla società con una privazione di tutto ciò che è legato a beni materiali e relazioni con il prossimo che coinvolgono il sensi o gli istinti sessuali. L’energia primordiale, per esempio, in questi casi non deve essere dispersa, ma convogliata verso l’alto e trasmutata in spiritualità.
    Io non sono ancora pronto per questo stadio e forse mai lo sarò! ;D

    yoga

    I 7 chakra – Centri energetici dell’essere umano

     

    Gli 8 stadi dello Yoga

    Il percorso segnato da Patanjali, come detto in precedenza, prevede otto stadi. I primi due stadi si riferiscono alla condotta e alla disciplina morale. Solo dal terzo stadio si inizia a parlare di esercizio fisico e controllo delle energie. Tali stadi si riconducono, a livello teorico e pratico, ai 7 centri energetici. I primi due chackra possono essere idealmente considerati come unità e si riconducono ai primi due stadi dello yoga. Infatti dal rapporto tra persona e corpo e dalla regolazione del desiderio e le funzioni primordiali scaturiscono l’etica e la disciplina.

    1. Yama (principi etici e morali)
    2. Niyama (discipline)
    3. Asana (posture fisiche)
    4. Pranayama (controllo della respirazione e delle energie)
    5. Pratyahara (riassorbimento dei sensi)
    6. Dhrana (concentrazione)
    7. Dhyana (meditazione)
    8. Samadhi (stato di grazia, esperienza diretta dell’unione tra il soggetto e l’oggetto)

    yoga sutra

    Gli 8 stadi dello Yoga secondo Patanjali

    Se vuoi addentrarti in un percorso di crescita personale o approfondire la conoscenza dello yoga ti invito o venire con me ad una lezione con il Maestro Massimo Rigato (www.massimorigato.net). Scrivimi qui sotto oppure contattami sui miei social così ci organizziamo.

    Ti consiglio di leggere anche l’articolo “Come funziona la nostra macchina biologica” per comprendere meglio i motivi per cui dovresti avvicinarti allo yoga.
    Ecco il link: https://andreamazzon.com/comune-funziona-la-nostra-macchina-biologica/

    Un abbraccio!
    Andrea

  • The Miracle Morning: la routine mattutina perfetta

    Il mio Miracle Morning

    Non amo fare outing su cose così personali ma questa mi sento di condividerla per i benefici che mi ha dato e per quelli che potrà dare anche a voi. Ho completato i 30 giorni del Miracle Morning Routine, la routine quotidiana consigliata da Hal Elrod nel suo libro “The Miracle Morning”.

    La mia personale routine mattutina inizia con la sveglia alle ore 05.50 e include:

    • Esercizio fisico (corsa, yoga e funzionale a corpo libero) – 30 min
    • Meditazione – 10 min
    • Lettura – 10 min
    • Scrittura e visualizzazione – 10 min

    Occorrono 20 giorni per assimilarla e altri 10 giorni per consolidarla come abitudine. Il punto chiave, per chi non è abituato ad alzarsi presto, è appunto alzarsi dal letto! A me personalmente aiuta molto mettere i piedi a terra, fare giusto qualche movimento di stretching, andare al bagno, lavarmi il viso con acqua fresca e bere subito un bicchiere di acqua in cucina. L’idratazione stimola il risveglio.

    Posso confermare che investire del tempo tutte le mattine per se stessi e farlo con regolarità aumenta la motivazione, l’autostima e la carica mattutina per iniziare al meglio la giornata. E nel frattempo questo processo di crescita personale aiuta a conoscersi. Impari a conoscere i tuoi limiti e li superi, pulisci la mente (meditando), impari (leggendo) e ti focalizzi sui tuoi obiettivi (scrivendoli e visualizzandoli).

    Il clichè della felicità a tutti i costi non esiste e non possiamo essere sempre entusiasti di quello che facciamo. L’unico modo per affrontare al meglio le nostre giornate è quello di passare all’azione, creare una routine tale per cui andare al lavoro non rappresenta un problema e i compiti che non ci piacciono diventano minuscoli come un granello di sabbia.

    Questo atteggiamento ci permette di fare piazza pulita di frustrazioni e insoddisfazioni, perchè il peggiore stress deriva dalle cose che abbiamo sempre rimandato e che non siamo riusciti a fare.

    Le cose non cambiano, siamo noi a cambiare.

    L’arte della routine e del passare all’azione é un’ottimo espediente per imparare a fare ció che va fatto. L’eccellenza non é un’azione ma una abitudine!

    Ora, dopo aver letto il libro “The Miracle Morning” e aver acquisito la mia routine mattutina personale mi reputo un amante del mattino!

    E voi lo siete già o avete voglia di diventarlo?

    #SelfEmpowerment #Happiness