• La strategia dell’orso bianco

    Un libro da cui ho tratto interessanti spunti per affrontare al meglio le crisi della vita e ritrovare la felicità nel bel mezzo di un’avversità è “La strategia dell’orso bianco” di Moritz Huber, psicologo e coach spagnolo. Io me lo sono letto in un pomeriggio, la lettura è veramente avvincente e scorrevole per gli appassionati del tema della “resilienza”.

    Ecco in sintesi i 6 insegnamenti di Huber:

    1. Se per tutta la vita ti lamenti del destino, impedisci il tuo sviluppo positivo. Soltanto quando ti sarai liberato dal peso del passato, potrai raccogliere le energie e con coraggio e impegno dare una nuova svolta alla tua vita. Rassegnati che il passato non si può cambiare e liberati da esso. Soltanto così sarà possibile dar vita a un nuovo e fruttuoso inizio.
    2. E’ facile sentirsi vittima delle circostanze, perché in questo modo si può attribuire la responsabilità della propria spiacevole situazione agli altri. Ma dare la colpa agli altri non è di nessun aiuto. Soltanto quando smetterai di farlo prenderai in mano la tua vita. Questa decisione è già l’inizio di uno sviluppo migliore.
    3. Dinanzi ad una crisi hai la scelta di uscirne rafforzato o di soccombere. Potrai superare gli ostacoli affrontando i problemi e assumendo la responsabilità delle tue azioni. La cosa fondamentale è porsi degli obiettivi. Avere un obiettivo ti orienta nei periodi di incertezza o di insoddisfazione e ti apre nuove strade.
    4. Hai bisogno di qualcuno che sia al tuo fianco. Potrai trovarlo in famiglia, fra gli amici o sul luogo di lavoro. L’importante è che ti dia forza quando sarai assalito dai dubbi sulla tua capacità di risolvere i problemi. La stabilità nella relazione con i tuoi amici darà stabilità alla tua vita. Se per te è importante avere un amico, troverai la persona giusta di cui fidarti. A me aiuta molto condividere il problema con più persone di cui ho fiducia, in modo da trovare supporto in ognuna delle persone con cui mi confronto. Il fatto di condividere il problema mi dà la sensazione di liberarmi parzialmente dal peso del problema e avere più lucidità per agire verso la risoluzione del problema.
    5. Tutti temono il nuovo e l’incerto, alcuni di più, altri meno. Questa paura si oppone alla decisione di affrontare il futuro. Se la tua paura è maggiore della fiducia in te stesso, impedisce la tua crescita. I migliori amici della paura sono il coraggio e la curiosità. La curiosità ti spinge avanti, la paura ti mette in guardia dai rischi e il coraggio ti fa agire. Saper dosare al meglio queste emozioni è di fondamentale importanza per costruire qualcosa di bello e importante. E se non ce la farai, avrai ragione lo stesso.
    6. Se fai pace con il passato e ti assumi la responsabilità della tua vita, se ti poni degli obiettivi e li persegui, supererai le difficoltà. Percorrere una strada simile richiede coraggio e forza. Perciò sarà bene ogni tanto godersi una pausa e guardare ciò che hai raggiunto da solo o con l’aiuto di qualcun altro. Ti sei guadagnato il diritto di goderti la vita.

    La gratificazione aumenta l’autostima e la gratitudine amplifica la motivazione. Quando raggiungo un risultato ho preso la buona abitudine di celebrare il successo con un breve e semplice rituale che imprime nel mio subconscio un pezzo in più di autostima e mi dà la forza per rimettermi in moto e raggiungere altri traguardi.

    Provare gratitudine completa il processo dell’auto-motivazione. Ringraziare e provare gratitudine, nei confronti della situazione o della persona causa del nostro stato di gioia o del risultato raggiunto, aiuta ad attrarre altre situazioni o persone in sintonia con quello stato (su questo punto ci sto ancora lavorando..!). Il circolo virtuoso dovrebbe essere: emozione-pensiero-azione-risultato. Il segreto quindi è lavorare a monte, sull’emozione. Per stimolare in me emozioni positive mi è di enorme aiuto la meditazione, un mezzo preziosissimo per ripristinare il loro stato naturale, influire positivamente sui pensieri e far si che questo loop virtuoso si auto-avveri. Con estremi benefici in tutte le aree della vita.

    Se hai letto anche tu questo libro oppure vuoi approfondire la tematica scrivimi pure nei commenti oppure cercami sui social!

  • ORIGINI E MANIFESTO “BE THE BOOM OF YOURSELF”

    Origini

    Tutto iniziò a fine ottobre 2009. In un periodo particolare della mia vita, mentre andavo alla ricerca continua e vana di un equilibrio sentimentale e professionale che non arrivava, un mio caro amico mi consigliò la lettura di un libro che lui stesso aveva letto: The Secret di Rhonda Byrne, un best seller sulla legge di attrazione che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.
    Diceva che quel libro gli aveva cambiato la vita o comunque molte visioni della sua vita erano radicalmente cambiate in positivo. Da cattivo lettore quale ero all’epoca, la mia prima reazione fu una pregiudizievole indifferenza nei confronti del libro, ma dopo alcuni input mi decisi di acquistarlo.
    Fin dalle prime righe capii subito che era il libro giusto al momento giusto e che avrebbe sicuramente dato una svolta importante alle mie motivazioni personali ed al mio modo di ragionare la vita.
    Addentrandomi nella lettura mi sentivo sempre più in pace con me stesso ed in sintonia con le parole impresse in quella carta in finta pergamena.
    I concetti da apprendere erano molto semplici ma c’era bisogno di un input che muovesse in me forti emozioni, in modo da applicare concretamente le teorie ed i talenti che portavo inconsciamente dentro fin da bambino.

    La lettura di The Secret ha dato il via alla mia trasformazione personale e professionale. Ho iniziato a coltivare la passione per la lettura, la scrittura e la crescita personale. Da allora non ho mai smesso di leggere (li mangio a colazione..!!), scrivere durante il mio Miracle Morning e frequentare corsi con i più importanti formatori al mondo. Ho acquisito le competenze digitali e linguistiche che mi mancavano ed ho avviato e guidato una mia startup dal 2012 al 2015. Cerco di migliorarmi giorno dopo giorno, applicando i principi che apprendo alla mia vita personale e professionale.

    A distanza di qualche anno ho deciso di aprire questo blog e condividere alcune mie riflessioni e contenuti. Il Digital è il mio habitat professionale, dove ho sviluppato le mie competenze negli ultimi anni. La Crescita personale è la mia ragione di vita. Il miglioramento e la conoscenza interiore di me stesso è parte di me, il motore di ogni mia iniziativa. Il Lifestyle è un contenitore trasversale, strettamente legato a quello della crescita personale, che racconta iniziative per me rilevanti in ambito personale e business.

    Condividere serve prima di tutto a me per ricordarmi alcuni concetti che diversamente resterebbero nel dimenticatoio dei libri che leggo.. e poi spero di trasmetterti qualche spunto utile per la tua vita!

    Manifesto

    Be the BoOM! of Yourself è un inno alla motivazione ed al miglioramento.

    Attiva l’ingegno, trova soluzioni alternative per ottenere ciò che desideri. Cavalca l’innovazione. Ragiona fuori dagli schemi. Stimola dentro di te emozioni positive come l’autostima e l’entusiasmo, sono contagiose e permettono di creare relazioni durature e profittevoli.
    La vita vale la pena di essere vissuta al meglio di te stesso.

    Il motore sei tu, la tua volontà e l’armonia con l’Universo. I risultati che ottieni partono dalla motivazione e dalla passione che metti in quello che fai. Il resto è una conseguenza. Abbi il coraggio di aver torto e sii aperto al confronto.
    La vita è un viaggio, fatto di piccoli passi e successi da celebrare, uno dopo l’altro. Prendi il fallimento come un insegnamento per migliorare e guarda avanti con positività ed entusiasmo.

    “Non serve vedere la vetta della montagna, l’importante è iniziare a scalare”.

    Datti tempo e aspettati i risultati che speri di ottenere. Immagina quello che desideri e agisci per ottenerlo.
    Armonizzati con la tua anima e l’Universo che ti circonda. La crescita personale è un potente mezzo per conoscere te stesso.

    Ricerca cosa è meglio per te,
    sperimenta cosa ti viene meglio,
    ringrazia per quello che hai,
    ama chi ti sta vicino
    e diffondi amore ed entusiasmo.

  • Miracle Morning Routine

    Non amo fare outing su cose così personali ma questa mi sento di condividerla per i benefici che mi ha dato e per quelli che potrà dare anche a voi. Ho completato i 30 giorni del Miracle Morning Routine, la routine quotidiana consigliata da Hal Elrod nel suo libro “The Miracle Morning”.

    La mia personale routine mattutina inizia con la sveglia alle ore 05.50 e include:

    • Esercizio fisico (corsa, yoga e funzionale a corpo libero) – 30 min
    • Meditazione – 10 min
    • Lettura – 10 min
    • Scrittura e visualizzazione – 10 min

    Occorrono 20 giorni per assimilarla e altri 10 giorni per consolidarla come abitudine. Il punto chiave, per chi non è abituato ad alzarsi presto, è appunto alzarsi dal letto! A me personalmente aiuta molto mettere i piedi a terra, fare giusto qualche movimento di stretching, andare al bagno, lavarmi il viso con acqua fresca e bere subito un bicchiere di acqua in cucina. L’idratazione stimola il risveglio.

    Posso confermare che investire del tempo tutte le mattine per se stessi e farlo con regolarità aumenta la motivazione, l’autostima e la carica mattutina per iniziare al meglio la giornata. E nel frattempo questo processo di crescita personale aiuta a conoscersi. Impari a conoscere i tuoi limiti e li superi, pulisci la mente (meditando), impari (leggendo) e ti focalizzi sui tuoi obiettivi (scrivendoli e visualizzandoli).

    Il clichè della felicità a tutti i costi non esiste e non possiamo essere sempre entusiasti di quello che facciamo. L’unico modo per affrontare al meglio le nostre giornate è quello di passare all’azione, creare una routine tale per cui andare al lavoro non rappresenta un problema e i compiti che non ci piacciono diventano minuscoli come un granello di sabbia.

    Questo atteggiamento ci permette di fare piazza pulita di frustrazioni e insoddisfazioni, perchè il peggiore stress deriva dalle cose che abbiamo sempre rimandato e che non siamo riusciti a fare.

    Le cose non cambiano, siamo noi a cambiare.

    L’arte della routine e del passare all’azione é un’ottimo espediente per imparare a fare ció che va fatto. L’eccellenza non é un’azione ma una abitudine!

    Ora, dopo aver letto il libro “The Miracle Morning” e aver acquisito la mia routine mattutina personale mi reputo un amante del mattino!

    E voi lo siete già o avete voglia di diventarlo?

    #SelfEmpowerment #Happiness

  • Heidi Klum debutta da stilista a New York e distribuisce la collezione da Lidl

    Heidi Klum, supermodellastilista e conduttrice televisiva tedesca naturalizzata statunitense, lancia il 7 settembre la sua prima collezione in occasione della fashion week a New York con un evento fashion internazionale in collaborazione con Lidl.

    La collezione si chiamerà Heidi Klum & The City, in onore del celebre telefilm Sex and The City in cui lei ha recitato nella quarta stagione. Lo stile è urban look: top minimal, giacche in stile bomber, jeans super-skinny, romantico pizzo, pelle da rocker, stampe leopardate, blu elettrico e cognac. Il prezzo dei capi è popolare, va dai 5 ai 20 euro.

    Ho voluto creare capi fashion dall’effetto“wow”, che fossero semplici da abbinare e regalassero ad ogni donna un aspetto fantastico – e tutto questo ad un prezzo imbattibile

    Il canale commerciale è la grande distribuzione, ma la tipologia del canale è insolita per il mondo moda: il food. Le vendite apriranno il 18 settembre 2017 in tutti i punti vendita di Lidl Italia (circa 600 store). Le tipologie di prodotto acquistabili saranno abiti, accessori e scarpe. La distribuzione non si ferma al mercato domestico, ma si estende a livello internazionale negli oltre 10.000 store Lidl presenti in 28 paesi.

    Alessia Bonifazi, Responsabile Comunicazione di Lidl Italia, ha dichiarato in un’intervista:

    “Lidl fino ad ora non è mai stata associata al mondo della moda. Con una stilista di successo e fonte d’ispirazione come Heidi Klum al nostro fianco, vogliamo cambiare questa percezione. #LELTSWOW rappresenta tutto ciò che è fashion, divertimento e capacità di stupire – così come ama fare Lidl nel campo dell’abbigliamento”

    Il tema interessante di questo progetto è sicuramente la moda accessibile. Oggi non è tanto il prodotto a farla da padrone ma è come lo posizioni sul mercato, come lo racconti e lo distribuisci. Il modello di business di Lidl del prodotto di ottima qualità ad un prezzo accessibile è stato replicato nel mondo moda grazie ad una partnership commerciale eccezionale con una stilista-testimonial altrettanto eccezionale.

    #LETSWOW è lifestyle.

  • Comune funziona la nostra macchina biologica

    Il 95% del nostro essere (inteso come corpo, mente e spirito) lavora in maniera inconscia, ossia al di fuori del nostro controllo cosciente. Non è una bella notizia. Perché questo significa che coscientemente, con il 5% del nostro essere, decidiamo di incrementare le nostre finanze, le nostre relazioni e le nostre credenze sulla salute del nostro corpo.

    La nostra realtà quotidiana non viene creata dalla nostra sfera cosciente, bensì da tutto ciò che è subconscio. E’ il subconscio il nostro signore e padrone che materializza gli eventi che ci accadono, al di là del fatto che noi li abbiamo voluti o meno a livello cosciente. Il pensiero cosciente influisce solo minimamente sulla creazione della nostra realtà.

    La legge dell’attrazione non viene messa in moto dal pensiero cosciente, bensì da tutti i meccanismi psicologici e le convinzioni che si trovano radicate nel nostro subconscio e che se ne stanno lì da quando avevamo pochi mesi/anni di vita, condizionando poi tutto il resto della nostra esistenza.

    Se dentro di noi pensiamo di non meritare una quantità maggiore di soldi o che i soldi siano qualcosa di sporco anziché spirituale, allora non otterremo le entrate di denaro. Il risultato è che io voglio essere innamorato, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Io voglio essere ricco, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Io voglio avere successo, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Io voglio essere rilassato quando penso ai miei figli, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Le mie ombre mi dominano.

    La buona notizia è che se voglio modificare la realtà esterna, devo modificare prima la mia realtà interna, lavorando non nella sfera cosciente, ma nel subconscio. Devo essere disposto a “scendere agli inferi”, confrontarmi con i miei demoni e trasmutare le mie convinzioni ed emozioni limitanti che si sono accumulate in luce fino a quel momento. Le riconosco, ne sono consapevole e le illumino di luce Solare e le incenerisco. Svaniscono.

    Ciò che si trova nascosto nel subconscio ha potere su di noi solo fino a quando rimane occultato nel buio, ma quando viene illuminato dall’Osservazione e la Conoscenza il suo potere inizia a scemare, la sua fine è vicina e inizia una nuova vita.

  • Facebook Watch è la nuova TV

    Facebook ha rilasciato Watch, la nuova piattaforma per vedere i video. Obiettivo: tenere l’utente sempre più connesso e dentro lo stesso presidio digitale in modo da proporre una serie di contenuti e servizi che lo porteranno ad acquistare prodotti e servizi di terzi.

    Incrementando il tempo di permanenza dentro Facebook le aziende possono sfruttare questo strumento per aumentare le opportunità di catturare l’attenzione dei potenziali clienti. Non solo dentro la piattaforma Facebook.com, ma anche AppleTV, AmazonTV e altri canali, ampliando ulteriormente le possibilità di diffusione del servizio. Ma gli altri player come YouTube e Netflix resteranno a guardare o amplieranno il loro servizio con qualcosa di nuovo?

    YouTube è una piattaforma web, fondata nel 2005, che consente la condivisione e visualizzazione in rete di video (video sharing). Ha una componente social (come Facebook), gli utenti possono votare e commentare i video. Sul sito è possibile vedere di tutto. Nel 2006 è stata acquistata da Google per circa 1,7 miliardi di dollari.

    Netflix, piattaforma globale in abbonamento per la visione di video in streaming, fa quasi 9 miliardi di fatturato. Hanno vinto su Blockbuster realizzando una nuova cultura di fruizione dei contenuti con le serie televisive, hanno personalizzato l’offerta dei contenuti per l’utente sulla base del suo comportamento di utilizzo e hanno avuto una grande perseveranza nell’inseguire la loro visione.

    Nel frattempo Facebook, in vantaggio anni luce avendo un database enorme di informazioni che gli utenti (persone e aziende) condividono ogni giorno, oltre che essere piattaforma per la generazione di contenuti e Advertising, sta diventando strumento ufficiale di trasmissione di informazioni in ambito web (broadcasting), con potenzialità nel campo della comunicazione senza eguali nella storia dell’umanità.

    We believe it's possible to rethink a lot of experiences through the lens of building community — including watching video. Watching a show doesn't have to be passive. It can be a chance to share an experience and bring people together who care about the same things.That's why today we're launching the Watch tab in Facebook — a place where you can discover shows your friends are watching and follow your favorite shows and creators so you don't miss any episodes. You'll be able to chat and connect with people during an episode, and join groups with people who like the same shows afterwards to build community. We hope Watch will be home to a wide range of shows — from reality to comedy to live sports. Some will be made by professional creators, and others from regular people in our community. We're starting to roll out the Watch tab to a limited number of people in the US, and the plan is to bring it to more people soon. I hope you enjoy!

    Pubblicato da Mark Zuckerberg su Mercoledì 9 agosto 2017

     

  • 12 spunti per costruire una strategia vincente per incrementare le vendite

    In un mondo sempre più connesso i canali digitali giocano e giocheranno un ruolo importantissimo per il business di un’azienda. Non sono più un nice to have, sono un must da continuare a far crescere, sviluppare e integrare nella vita reale. Ma non tutti i canali si sposano alla perfezione con ciascun segmento di mercato. Se vendiamo un prodotto fisico il cui valore percepito dal consumatore necessita di un’esperienza d’acquisto fisica, alcuni step del processo di acquisto online rischiano di non essere soddisfatti (per esempio nella moda non puoi provare il capo oppure nessuno della tua cerchia l’ha già acquistato e non puoi chiedere consigli, ecc.).

    Finchè la tecnologia non permetterà di colmare queste mancanze, ecco 12 spunti per costruire una strategia di drive-to-store e incrementare le vendite. Combinando tra loro i vari tool si possono ottenere risultati interessanti sia partendo dall’online verso offline che viceversa.

    Online >> Offline: Motori di ricerca, Social e AI (Drive-to-store)

    1. SEM geolocalizzato e mobile (risultati a pagamento con Google)
    2. Local SEO con ottimizzazioni per area (risultati organici con Google)
    3. SMM con target geografico (es. Facebook ADV oppure filtri di Snapchat)
    4. Micro-Influencers localissimi (es. Instagrammers)
    5. Massimizzazione aree non-commerce di un eShop (es. Store Locator Interattivo)
    6. AI (Aritificial Intelligence) integrata nell’esperienza d’acquisto (ChatBot gestito in un eShop o via Facebook Messenger)

    Offline >> Online: Proximity, Kiosk, VR e AR

    1. Click & Collect ovvero Pick & Pay
    2. Beacons, RFid e Nfc in-store che dialogano con lo smartphone
    3. Materiali PoP (espositori, insegne, vetrofanie, i box pallet)
    4. Gaming con interazioni via smartphone (es. Pokemon Go)
    5. VR: virtual reality attraverso l’utilizzo di occhiali visori indossabili (vivo un’esperienza digitale dentro il negozio)
    6. AR: augmented reality usando i supporti relativi in-store (corner e chioschi digitali)

    Tra tutti i punti presentati e al di là dei grandi trend dell’AI e Machine Learning i social, l’ecommerce e l’interazione tra questi due mondi mi interessa molto. Analizzare come un’ambiente sociale di scambio idee, opinioni, esperienze e informazione può dialogare di più con l’ecommerce lo trovo sfidante. WeChat (social-commerce network cinese) lo fa già da tempo. Facebook ha investito molto negli ultimi anni per ottenere una posizione di leadership sul mercato dei social, ma l’acquisto come verrà gestito? Il tema in ballo è tecnologico o psicologico? Compreremo mai un prodotto in un luogo “rumoroso” come Facebook sentendoci confidenti nel farlo? E che ruolo giocano i social in relazione ai punti vendita fisici del futuro?

    Per ora i social sono sicuramente validi strumenti di comunicazione e marketing e drive-to-buy e l’ecommerce (diretto o gestito da un marketplace che sia) continua ad essere un’ottimo strumento per le aziende per costruire la propria rete di contatti, vendere i propri prodotti e fidelizzare il consumatore. Sono a mio avviso ancora mondi troppo separati. Da consumatore abituale di prodotti moda non ho ancora la sensazione di vivere un’esperienza pienamente integrata con le mie abitudini d’acquisto, fluida e soddisfacente. Le aziende molto spesso hanno una visione parziale del futuro e della tecnologia e non sempre investono in una strategia globale, ma si concentrano sui singoli strumenti.

    L’idea di potermi muovere in un solo luogo in cui ricercare prodotti e informazioni utili per poter acquistare serenamente quello che desidero e di poter interagire al tempo stesso con la mia cerchia (attraverso pareri, recensioni, votazioni, ecc.) mi darebbe la possibilità di vivere un’esperienza più veloce, fluida e coinvolgente.

    Chiaramente questa è la mia visione attuale dello scenario basata sull’esperienza maturata sul campo.. Voi cosa ne pensate? Se ti va scrivimi pure qui nei commenti oppure sui miei social.

    link instagram

  • L’arte di passare all’azione

    E’ meglio chiarirsi le idee prima di iniziare, ma è anche meglio iniziare prima di chiarirsi le idee. La teoria è tratta dalla psicologia giapponese per smettere di rimandare di fare e cose. Molto spesso pensiamo e pianifichiamo troppo, quando basterebbe iniziare a fare e poi correggere il tiro lungo il percorso.

    A volte lo stress di non riuscire a fare le cose ci blocca e ci impedisce di iniziare a compiere una determinata azione. Personalmente mi capita quando devo avviare un nuovo progetto. Ho testato su di me diverse teorie ed ho individuato una serie di azioni che stimolano la mia azione personale. Lavoro tutti i giorni per far diventare queste azioni una routine quotidiana:

    • stabilire obiettivi a lungo termine
    • impegnarsi a favore di una causa che ci sta a cuore
    • cercare di vivere e lavorare in un ambiente conforme ai propri valori innati
    • adottare una filosofia della gratitudine
    • ridurre la procrastinazione perché può essere pericolosa
    • usare l’esercizio fisico per attenuare la frustrazione
    • ricordare che la mancanza di uno scopo genera stress deleterio
    • considerare il lavoro un fattore positivo, oltre che una necessità fondamentale

    Si tratta di creare un equilibrio tra mente, corpo e spirito. Trovare il proprio scopo nella vita è la chiave fondamentale per vivere meglio, senza stress e alimentare emozioni positive per se stessi e per il bene della comunità. 

    Prefiggetevi un obiettivo chiaro, accettate le emozioni e i pensieri che suscita in voi, e poi fate ciò che va fatto.

    Il clichè della felicità a tutti i costi non esiste e non possiamo essere sempre entusiasti di quello che facciamo. L’unico modo di affrontare al meglio le nostre giornate è quello di passare all’azione, affrontare i compiti che non ci piacciono e metterceli alle spalle. Questo atteggiamento ci permette di fare piazza pulita di frustrazioni e insoddisfazioni, perchè il peggiore stress deriva dalle cose che abbiamo sempre rimandato e che non siamo riusciti a fare.

    A questo punto non resta che testare il consiglio e mettersi all’opera!

    Dal libro “L’arte di passare all’azione” di Gregg Kerch. Casa editrice Giunti Demetra.

  • Le scelte della vita

    Siamo abituati ad ascoltare i pareri del prossimo, a seguire consigli, acquistare prodotti e scegliere percorsi personali e professionali sulla base del confronto con il prossimo. Intraprendiamo azioni nella vita reale, nella stragrande maggioranza dei casi, dopo aver raccolto un feed back da qualcuno, salvo pentirci poi delle scelte fatte nel momento in cui ci accorgiamo che quella scelta non era quella giusta per noi.

    Pensaci bene. Molti figli ascoltano i propri genitori nelle scelte di vita. Molti ragazzi seguono i consigli degli amici. Molti giovani imprenditori seguono le indicazioni degli investitori. Senza sapere che quelle scelte non sono le loro. Occorre orientamento e ascolto di se stessi.

    Molto spesso le scelte che si rivelano come le migliori nel lungo periodo sono quelle consapevoli e originate dal nostro istinto. La cosa più giusta da fare è decidere seguendo le nostre emozioni. Le emozioni risiedono nell’anima, nel cuore, nello stomaco, nel cervello rettiliano, non nella mente. La mente è in costante pre-allerta e va alla ricerca continua del pericolo. A confermare questa tesi sono diversi studi di psico-analisi condotti in ambito accademico che testimoniano il funzionamento del gioco della mente ed i suoi meccanismi di pre-allerta.

    La mente si preoccupa per tutto e va continuamente alla ricerca di un problema, è questa la sua funzione biologica. Non facciamo di questi comportamenti una colpa. Sta a noi vincere questo gioco, dirimere la lite con la mente e scegliere consapevolmente e non con la paura e lo stress causati dalle pressioni di qualcuno o dalle scelte che non ci rappresentano.

    Per essere se stessi bisogna scegliere consapevolmente

    In ogni caso la vita è un percorso e le scelte, anche sbagliate, aiutano a crescere e migliorare. Ma se impariamo a seguire l’istinto con consapevolezza quelle scelte daranno frutti più in fretta.
    In ogni caso sarà il tempo a darci ragione e indicarci la via. La ragione, frutto delle nostre scelte, è sempre un rapporto tra i risultati che abbiamo ottenuto e la qualità della vita che siamo riusciti a creare durante il percorso per arrivarci.
    Personalmente credo molto nel work-life-balance, ma approfondirò il temo in uno dei prossimi articoli.

  • Il digitale trasforma il mercato delle PMI e orienta la marginalità sul consumatore

    Il digitale trasforma il mercato delle PMI e orienta la marginalità sul consumatore. Il potere è in mano al consumatore, il potere “è” il consumatore. L’Ecommerce rappresenta per le azienda una triplice opportunità:

    • Digitalizzare e automatizzare i processi commerciali aziendali con soluzioni tecnologiche b2b: l’azienda può servire al meglio la propria rete di clienti (qualsiasi essa sia) e fidelizzarla, dare in mano all’agente oppure al cliente uno strumento per effettuare un’ordine di prodotto, sgravare le risorse interne dalla gestione manuale dell’ordine e avere uno storico degli ordini a capire meglio i trend di mercato.
    • Dare un maggiore servizio al consumatore finale con soluzioni tecnologiche b2c: uno shop online è touch point di estrema importanza nella customer journey di un consumatore. Permette di tracciare tutte le attività dell’utente, dalla raccolta di informazioni su un prodotto all’acquisto e dall’acquisto al post vendita.
    • Gettare le basi tecnologiche per essere pronti all’innovazione di domani: AI (Artificial Intelligence), ChatBot, VR (Virtual Reality), Pattern Recognition, Machine Learning, Social Retailing and much more..

    Gestire l’Ecommerce b2b e il b2c in un’unica piattaforma tecnologica pensata in ottica omnicanale, dove l’offline dialoga con l’online e viceversa, crea un vantaggio competitivo che si ripercuote positivamente su passato, presente e futuro del business di un’azienda. Consolidare e migliorare le relazioni con la rete distributiva tradizionale (Business to Business) e investire sul proprio brand per ottenere clientela finale diretta e marginalità (Business to Consumer), sembrano essere le direttrici di un cambiamento fisiologico che tocca tutti i settori. Pena: la perdita di importanti quote di mercato.

    Molte aziende che hanno da sempre fatto il proprio business con altre aziende fanno ancora fatica a comprendere le dinamiche Business to Consumer. Le subiscono e non pianificano. L’obiezione che sento più spesso è: “Non voglio fare concorrenza ai miei negozianti”. Acquistare un prodotto o un servizio da mobile é ormai alla portata di tutti. E’ vero, disintermedia molti anelli della catena e a volte crea concorrenza alla rete distributiva tradizionale. Ma se si attua una strategia commerciale che apre la vendita online a mercati non coperti dai negozi e allo stesso tempo si dà visibilità agli stessi negozi con servizi di geolocalizzazione tramite store locator, si offrono maggiori opportunità al consumatore e si garantiscono marginalitá più elevate per l’azienda. 

    La tecnologia intelligente non deve penalizzare il business offline, ma aiutare il rivenditore fisico a conservare una dignitá sul mercato anche attraverso il digitale.

    Infine, Marketplace e Social Network possono aiutare l’esperienza d’acquisto ed essere cavalli di troia per le aziende, per testare nuovi mercati, prima di investire sull’Ecommerce. La partita è in ogni caso da giocare e si gioca sul miglioramento. L’arbitro è il consumatore, sempre piú connesso e affamato di informazioni. Sta all’azienda essere lungimirante e visualizzare tutta la filiera per fare le proprie scelte, concedendosi le migliori opportunità per cavalcare a lungo il proprio mercato.